L’Agenzia Entrate ridisegna i confini del concordato preventivo biennale, consolidando due anni di prassi in un unico documento/guida. Con la pubblicazione della circolare n. 8/2026 del 6 ottobre 2026, l’Amministrazione finanziaria offre a imprese e professionisti un quadro organico e unitario sul CPB, confermando il passaggio da una logica fiscale puramente repressiva a un modello di cooperazione e prevedibilità del prelievo.
Il “patto fiscale”: come funziona il Concordato Preventivo Biennale
Decreto Omnibus e le novità 2026-2027 sul CPB
- limiti di salvaguardia legati agli ISA: il Fisco non potrà proporre incrementi di reddito irragionevoli. Sono stati fissati dei tetti massimi percentuali per la proposta del CPB rispetto all’anno precedente: si va da un limite del +10% per i contribuenti eccellenti (con punteggio ISA pari a 10), fino a un tetto del +35% per chi ha un punteggio inferiore a 6;
- un “premio fedeltà” per il rinnovo: chi deciderà di rinnovare l’adesione al concordato preventivo biennale per un secondo ciclo sbloccherà benefici potenziati. Tra questi, spiccano l’esonero dal visto di conformità per compensazioni e rimborsi IVA fino a 100.000 euro (soglia innalzata rispetto ai 70.000 standard), lo sconto di due anni sui termini di decadenza per gli accertamenti e la possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte senza interessi;
- flessibilità e correzione degli errori: viene meno la ghigliottina della decadenza automatica in caso di errori dichiarativi (salvo violazioni penali o manipolazioni dei dati ISA). I contribuenti potranno correggere il tiro tramite dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso, ricalcolando il reddito concordato senza essere espulsi dal regime;
- proroga delle tempistiche: per concedere più respiro ai professionisti, il termine per aderire alla proposta 2026-2027 è stato spostato al 31 ottobre 2026.